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Genova: quel fango su una nazione intera (7per24.it 11.10.14)

Era il 6 novembre 2011, quando scrissi in un intervento a proposito dell’alluvione di Genova: “se ne riparlerà alla prossima occasione”. Erano parole pessimistiche ma reali nel prendere atto che poco o nulla si sarebbe fatto in previsione di nuovi eventi. Come ci si può capacitare di un paese che ha disponibilità di fondi europei, per mettere in sicurezza il territorio, ma non riesce ad utilizzarli a causa della burocrazia o della mancanza di progetti? Genova è una città bellissima, meta europea per quanto riguarda l’architettura e il patrimonio storico. Un gioiello come tante altre città italiane e quindi da tutelare. Purtroppo una città cementificata a dismisura, tanto da avere ricoperto il letto dei tre principali affluenti che periodicamente si ribellano e rivendicano il proprio spazio. Ad ogni esondazione l’acqua provoca vittime e allagamenti fino ai primi piani delle case, senza che si verifichi un’allerta da parte delle istituzioni preposte alla tutela e alla sicurezza dei cittadini. Poi segue il solito rimpallo di responsabilità tra un’autorità e l’altra. Del resto una cosa è certa, l’acqua non potrà mai raggiungere i piani alti che anche a Genova, come in tante altre città, sono occupati dagli uffici preposti alle scelte urbanistiche e alla tutela del territorio. L’ufficio del Comune in primo luogo, dislocato nel celebre “Matitone”, il famoso grattacielo genovese costruito nel centro della città. Dall’alto del suo ufficio ora il sindaco tuona “nessuno ci ha avvisato”. Solita dinamica che vede le responsabilità riconducibili a qualcun altro. Non è mia intenzione ripetermi su cose già dette. Ma visto che ora abbiamo tra i senatori a vita Renzo Piano, uno dei più grandi architetti italiani, a mio avviso persona saggia e competente, cittadino di Genova e autore di opere notevoli anche nella sua città, ci aspettiamo una forte presa di posizione. L’ultimo progetto presentato dall’architetto è quello di fondere il porto con la città. È stato presentato pochi giorni fa, come integrazione tra mare e terra “Waterfront”. Si propone di creare la più importante città nautica europea. L’idea è di tracciare una linea- ha detto l’architetto- che consenta all’acqua di scorrere tra la città e il porto. Forse la natura ha anticipato i lavori? Ci auguriamo tutti che sia la soluzione. Se lo augurano- primi tra tutti- i genovesi, sempre in prima fila a piangere vittime e a spalare fango. Daniela Anna Simonazzi

Pubblicato il 15/10/2014 alle 15.27 nella rubrica diario.

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