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Dialoghi in cattedrale ( www.reggio7.com 08.05.10)

Ci sono  proposte culturali che, oltre ad occupare il nostro tempo, raramente, lasciano traccia nella mente e tanto meno nel cuore. Non è il caso dei Dialoghi in Cattedrale, la serata di giovedì ha visto la partecipazione di moltissime persone e di due protagonisti d’eccezione: Massimo Cacciari e Luciano Monari. Il professore ed il monsignore, in controtendenza con le teorie attuali, che invitano l’uomo a liberare la mente, propongono un altro tipo di esercizio: quello di lasciarsi attirare da desideri nuovi, sfidare la complessità di temi come quello da loro affrontato “Vangelo, legge e libertà”. La risposta del pubblico all’incontro che prende spunto dalle lettere di san Paolo, ci fa capire che in un mondo dove si rischia di offuscare tutto, ci sia bisogno di nutrimento interiore, di confronti seri,  d’ascolto e di riflessione. La sfida non è dire chi ha ragione e chi ha torto ma, in questo caso,  mettere a confronto due prospettive, quella filosofica e quella religiosa, per trovare eventuali punti di incontro o di arricchimento. Per  Cacciari, la libertà, “croce del filosofo”, è tale se non è soggetta a condizionamenti e a vincoli, come possono essere le leggi,  quindi, è impossibile dimostrare la piena libertà delle azioni umane. Attraverso il pensiero filosofico ed il ragionamento il professore sostiene di non aver raggiunto ciò che cerca e la libertà vera: “io non lo so”, afferma a chiare lettere e a suo parere, bisogna aprire una prospettiva o religiosa o di pensiero. Se lo sbaglio sta nel cercare la libertà come qualcosa che ci appartiene e non come un dono il solo modo per sentirsi liberi è donare la libertà e perdonare, secondo Cacciari. Da qui, la constatazione  che la filosofia non può liberare attraverso il pensiero ed il ragionamento, deve intrecciarsi col discorso teologico, perché, la sorgente che l’uomo di fede domina, è un abisso di fronte al quale il filosofo rimane impotente. Quando la parola passa al vescovo Monari, l’approccio  al tema è un’altro, nello stile  proprio di don Luciano che molti di noi hanno conosciuto come appassionato delle scritture, lui, risponde con le parole del vangelo, la forza delle sue parole  non viene dall’uomo ma dall’uomo di Dio che incarna totalmente il messaggio evangelico. La proposta cristiana libera l’uomo dalla potenza del mondo, dalla sottomissione alle leggi umane, che sono importanti per la convivenza civile, ma non ci possono far rinascere come creature nuove sull’esempio di san Paolo. Il biblista mette in risalto la potenza del mondo come realtà che abbiamo di fronte e ci schiaccia perché il cammino del mondo va oltre la vita dell’uomo. Come possiamo liberarci dal mondo e conquistare una libertà autentica? Monari, con le parole di  Paolo, indica una via nuova e presuppone un Dio buono: “ tutto è vostro ma voi siete di Dio e la fede in Dio è liberante”. Se il confronto lo si fa a tre: io, il mondo e Dio il mondo viene relativizzato e perde la sua assolutezza non può più schiacciarmi. L’appartenenza al mondo comporta la schiavitù, l’appartenere a Dio la libertà . In questa direzione è indispensabile fare riferimento all’esempio di Cristo che si è affidato a Dio e consegnandosi a Lui non ha dovuto rispondere al male col male. Anche la morte se  è con Gesù perde la sua dimensione di angoscia, in questa ottica il mondo non spaventa e non seduce ma ci rende liberi di vivere e di morire. Questo stile di vita nuovo può venire solo dalla presenza dello Spirito e gli esempi di questa benevolenza nei veri cristiani non mancano, pensiamo a san Francesco. Quindi, dalla difficoltà del filosofo a parlare di libertà senza appellarsi al vangelo alla difficoltà del cristiano a sentirsi veramente libero senza appartenere incondizionatamente  a Dio. Entrambi i percorsi, come è stato detto dai relatori, comportano un esercizio progressivo, per il credente è l’ascolto “affettuoso” del vangelo e per il laico, come indica Cacciari, l’esperienza di continuare a pensare che è di per sé segno di libertà. In  questo dialogo tra un’anima laica che libertà va cercando ed una religiosa che trova la propria libertà nel Verbo che si fece carne, dal “io non lo so”del filosofo  al “io mi affido”del teologo, ciascuno può scegliere la propria strada. Ho apprezzato l’onestà della riflessione di Cacciari ed ho grande stima e riconoscenza per don Luciano che negli anni trascorsi in terra reggiana ha fatto avvicinare tante persone al Vangelo. Lontano da dialettiche puramente umane, le sue riflessioni, nella direzione spirituale, erano sempre riconducibili alle scritture. Dal suo sguardo, che trasmette armonia e serenità  frutto di un esercizio continuo nell’ascolto della Parola e di un’umile adesione a Cristo, un esempio di libertà autentica. 

Daniela Anna Simonazzi   

Marc Chagall - Crocefissione mistica ( Derrier le Miroir-Fondazione Maeght)
 

Pubblicato il 29/1/2011 alle 19.11 nella rubrica diario.

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